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 Fra le amare verità di questo tempo c'è che poco o nulla è più trascurato delle biblioteche. Poco o nulla interessa al potere di acquisire una collezione di libri e ancora meno di metterla a disposizione del pubblico. Di solito è per mancanza di spazio e di soldi, che pure per tante altre cose si trovano; le rare volte che avviene si incontrano terribili lungaggini e ostacoli burocratici, anche se l'inconfessabile ragione del menefreghismo è che le biblioteche, per loro intima natura, non rendono ai politici alcun ritorno di immagine e di consenso, garantendo al massimo qualche articoletto o breve servizio al tg regionale, con l'assessore che fa il suo fervorino sull'importanza della cultura, bla bla bla ed eccetera. Felicemente ignorati finché si dedicano alla frenesia accumulatrice, i bibliofili sono dunque visti come dei pericolosi rompiscatole nel momento in cui, per diverse ragioni che investono lo scorrere degli anni, si rifiutano di disperdere o di porre in vend...

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